Veronica Addazio – «Volgete lo sguardo su Cristo. Egli ci chiama a seguire i suoi piani, non i nostri. La chiesa è la comunità dei credenti, sono io, siete voi; ciascuno è chiamato a fare la propria parte per testimoniare al prossimo: Gesù sta per tornare». Il messaggio arriva dal presidente della Chiesa cristiana avventista a livello mondiale, past. Ted N.C. Wilson, che è tornato a fare visita all’Italia.

Un sabato speciale quello vissuto il 3 novembre nella chiesa di Piazza Vulture a Roma. Nel mese di giugno, ricorderete il suo primo viaggio nella capitale. In questa seconda occasione, Wilson ha preso parte al Consiglio annuale organizzato nei giorni scorsi dai dirigenti della Regione Intereuropea (Eud) della Chiesa, l’area geografica di cui fa parte anche l’Unione italiana. Ogni anno è scelto un Paese europeo e nel 2018 la decisione è caduta sull’Italia. Una delegazione dell’Eud ha dunque partecipato alla celebrazione del sabato, trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook della chiesa romena di Piazza Vulture.

«Salutate tutti i vostri conduttori e tutti i santi. Quelli d’Italia vi salutano». Citando il versetto 24 di Ebrei, cap. 13, il past. Stefano Paris, presidente dell’Unione italiana (Uicca), ha rivolto il benvenuto alla comunità e ai tanti ospiti intervenuti: da Wilson al past. Mario Brito, presidente dell’Eud, fino al past. Ștefan Tomoiagă, presidente dell’Unione romena. Con loro sul pulpito, il past. Giuseppe Cupertino, segretario generale Uicca, e Corneliu Lupu, pastore della chiesa di Piazza Vulture.

Un sabato particolare, dunque, che ha visto la presenza anche del past. Paolo Benini che all’Eud dirige la Scuola del Sabato e i Ministeri Personali. Benini ha guidato il momento tradizionale dello studio della Bibbia condiviso in piccoli gruppi. Elsa Cozzi, direttore dei Ministeri in favore dei Bambini presso l’Eud, che ha rivolto un messaggio biblico ai bambini, ispirato a un passo di 2 Corinzi 8. Il racconto ha invitato i piccoli a confidare nell’opera e nella grazia di Gesù: «Pensiamo di aver poco da offrirgli, ma se gli doniamo anche quel poco che abbiamo, egli lo moltiplicherà, sorprendendoci».

Un messaggio per i bimbi e per i grandi, in linea con quello offerto alla comunità dal presidente Wilson. Il pastore ha scelto un brano tratto dal Vangelo di Matteo 14: 24-27. In questi passi, l’evangelista narra il turbamento e il dolore che investì i discepoli dopo la tragica morte del cugino di Gesù, Giovanni il battista. «La grande folla», citata al versetto 14, rappresenta coloro che seguivano il Messia e che contavano su di lui; speravano che diventasse il loro liberatore politico. Non fu così. Il Cristo ci ha lasciato un’eredità decisamente più grande, quella della salvezza, della grazia e della vita eterna con la morte in croce. Quella folla riunitasi duemila anni fa, ha ricordato Wilson, è la stessa che incontriamo nelle nostre grandi città, nell’Europa secolarizzata che apparentemente non è alla ricerca di Dio ma ne ha un grande bisogno.

Ecco allora la nostra responsabilità: «Non deleghiamo alla chiesa, all’organizzazione, ai nostri mezzi di informazione. Dio chiama ognuno di noi, pastori, laici, tutti insieme nell’unità, a testimoniare il suo amore al nostro prossimo, nelle nostre famiglie, nell’ambiente di lavoro, nei luoghi che frequentiamo». In preghiera, proprio come fece Gesù isolandosi dopo l’incontro con quelle folle affamate soprattutto di cibo spirituale, «riceveremo potenza, i nostri talenti saranno moltiplicati e le nostre comunità, si infiammeranno, si incendieranno grazie allo Spirito Santo».

Meno di un anno fa, la chiesa romena di Piazza Vulture ha vissuto il dramma di un incendio che ha danneggiato i locali, ha ricordato Wilson. «Giocando con le parole, quindi, confidiamo sempre in Dio ed egli ci infiammerà, ci benedirà nella nostra missione: raggiungere le persone che vivono in Europa».

«Never give up» ha affermato con fermezza il presidente «non arrendetevi mai, non smettete di volgere il vostro sguardo a Gesù, di pregare nell’intimo, di seguire i suoi piani; come fece Pietro che ha camminato sulle acque e non è affondato fino a quando ha tenuto gli occhi fissi su Cristo».

In occasione del suo viaggio in Italia, Ted N.C. Wilson ha rilasciato un’intervista al Dipartimento Comunicazioni dell’Eud, a cura di Andreas Mazza, in cui ha fatto il punto sul significato della missione oggigiorno e sulle sfide che il nostro Paese affronta in questo senso, nella divulgazione del messaggio cristiano e avventista, in una realtà spesso tanto distratta dalle chimere del materialismo e del benessere.

Alla domanda su quale sia, secondo la sua opinione, il modo migliore di diffondere il vangelo in una Roma largamente secolarizzata, il past. Wilson ha risposto: «Puntare sull’opera medico-missionaria per raggiungere e toccare la vita di amici, conoscenti, vicini e di quelli che hanno bisogni particolari, sull’esempio di Gesù che aiutava le persone fisicamente, mentalmente, socialmente e spiritualmente».

In risposta alla domanda «Sebbene l’Italia resti uno dei Paesi più ricchi del mondo, recenti sondaggi indicano che un italiano su tre è sulla soglia della povertà. Il debito opprime molti cittadini italiani (ed europei). Quale messaggio dunque mandare a chi è oppresso dal debito e dalla povertà?», Wilson ha sottolineato: «Il Signore non vuole che siamo indebitati, desidera che viviamo una vita semplice e umile, senza debiti. Ci sono molte cose che la Chiesa avventista può fare per manifestare attenzione alla vita delle persone, aiutandole ad esempio a redigere un bilancio familiare corretto, a risparmiare denaro o a usarlo con attenzione. Dio stesso può insegnarci a vivere un modo semplice».

Uno dei modi migliori è essere fedeli al Signore. «Come sappiamo» ha aggiunto Wilson «la Bibbia raccomanda di restituire al Signore parte del nostro reddito attraverso la decima, così quando donate il 10% del vostro guadagno, lo restituite a Dio perché è il suo denaro».

«È sorprendente quello che accade, la trasformazione che opera il Signore» ha concluso il presidente «Mia moglie ed io cerchiamo di restituire il 10% in più, e notiamo che quell’80% iniziale diventa più del 100%. È la bellezza matematica del paradiso. Quindi, quando siete fedeli anche se avete pochissimo, Dio può trasformarlo in molto nelle sue mani».

 

 

[Foto credit: Veronica Addazio]