Lina Ferrara – Quando si lavora insieme per molti anni, pur se in uffici diversi, condividendo belle esperienze, momenti di preghiera ma anche problemi, si diventa una famiglia. Ed è proprio in questa atmosfera familiare che si è svolta la festa per salutare Franca Zucca, in pensione da oltre un anno.

Franca ora vive nella sua Milano, che le ha dato i natali, ma ogni tanto fa una «capatina» a Roma. In una di queste occasioni, colleghe e colleghi degli uffici di Lungotevere Michelangelo, insieme al presidente dell’Unione, Stefano Paris, hanno voluto festeggiarla e ringraziarla per il servizio svolto con entusiasmo e consacrazione nell’opera e per il Signore.

«L’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno ringrazia sentitamente Franca Zucca per l’impegno qualificato e appassionato che in questi anni ha profuso a vantaggio dei vari settori in cui ha lavorato» recita la motivazione della targa consegnatale dal presidente.

Sono davvero tanti gli ambiti in cui Franca ha messo a disposizione i suoi talenti e le sue competenze dal 1° settembre del 1993, data in cui è entrata in servizio presso l’Unione: da segretaria Osa e Dipartimento medico, a direttore di Adra Italia; da segretaria del presidente e del segretario dell’Associazione pastorale, a responsabile dei Ministeri Femminili, dipartimento nato nel 1995 a livello mondiale e da lei costruito e consolidato, in Italia, fino al pensionamento; dal Servizio Terza Età e Single, ai Ministeri per la Gestione Cristiana della Vita, al Trust Service.

«Cara Franca, quando pensiamo a te, due cose ci vengono subito in mente: i fiori e la luce del sole» si legge nel commovente biglietto che accompagnava la targa «Forse perché nella tua vita hai sempre voluto contare i fiori che sbocciavano, mai le foglie che cadevano. Forse perché nella tua vita hai sempre voluto profumare naturalmente, essendo te stessa e mai artificialmente. Forse perché nella tua vita non ti sei mai rassegnata all’oscurità, ma hai sempre cercato di farla risplendere con i colori della speranza, del sorriso, perché per te: “L’amore è una parola di luce, scritta da una mano di luce, su una pagina di luce” (Khalil Gibran).

E quella mano di luce, cara Franca, tu la conosci molto bene: “Io sono la luce del mondo, chi segue me non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8:12).

Le parole non possono esprimere la gratitudine per tutti questi anni di fiori, profumi e colori che hai donato a noi dell’Unione e a tante altre persone che ti hanno incontrata. Il tuo sorriso illuminerà sempre i nostri ricordi e i nostri cuori; la tua luce risplenderà sempre di affetto e amicizia profonda».

L’emozione per aver lavorato con una persona speciale non si è spenta neanche davanti alla bella torta preparata per l’occasione.