Europa, un sogno da ritrovare insieme

Veronica Addazio
Europa, un sogno da ritrovare insieme

Foto: HopeMedia Italia

L'Europa è a un bivio. Lo scenario geopolitico è segnato da conflitti, polarizzazioni e spinte nazionaliste; quell'orizzonte di pace, solidarietà, libertà e pluralismo che ha guidato la sua costituzione, oggi appare più fragile che mai. Da questa consapevolezza ha preso le mosse il convegno "Diritti e politiche tra rischi e resilienza: quale compito per l'Europa?" il 5 novembre scorso a Roma, nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, al Senato della Repubblica, nell'ambito delle Giornate di Coscienza e Libertà 2026.

Promosso dal senatore Graziano Delrio, l'iniziativa di studio e approfondimento ha riunito studiosi, giuristi, sociologi e rappresentanti della società civile per confrontarsi sui mutamenti che attraversano il continente, dalla tutela dei diritti fondamentali alle trasformazioni della famiglia, dalla libertà di credo al pluralismo culturale e confessionale.

Il direttore di Coscienza e Libertà, Davide Romano.
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Terra di diritti

Ad aprire i lavori è stato Davide Romano, direttore della rivista Coscienza e Libertà[1] e moderatore dell'incontro. Nel suo intervento ha richiamato il valore delle nostre radici storiche e culturali, ricordando come l'Europa sia stata “terra di conflitti e distruzione”, ma anche il luogo in cui “affiorano i diritti”. Un pensiero è andato al Granducato di Toscana che per primo al mondo abolì la pena di morte. Romano ha invitato i partecipanti a "fare un viaggio sentimentale nella storia del continente" per ritrovare quell'ethos che l'Europa rischia di smarrire.

Menzionando la missione che da sempre caratterizza Coscienza e Libertà, Romano ha ribadito l'impegno della rivista nella sfera della libertà religiosa, sottolineando come "la difesa dei diritti, delle minoranze e la qualità della politica" rappresentino ancora i tratti distintivi del sogno europeo. Il direttore ha inoltre espresso apprezzamento per la sensibilità e l'impegno politico del senatore Delrio nel mantenere vivo il confronto sui temi al centro del programma.

Il senatore Graziano Delrio.
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La crisi è un crocevia

Nel suo saluto istituzionale, Graziano Delrio ha sottolineato l'autorevolezza di occasioni di confronto qualificato come questo. Delrio è un medico e ha paragonato l'attuale fase europea all'immagine clinica della crisi: “È il momento in cui il paziente o guarisce o muore”. L'esito dipenderà dalle scelte e dalla voce dei cittadini, e dalla capacità delle istituzioni di rivitalizzare il progetto europeo.

Per il senatore, la resilienza dell'Europa passa dal recupero delle intuizioni che ne hanno ispirato la nascita: la pace costruita attraverso la solidarietà di fatto, il primato della politica sull'economia, il superamento dei nazionalismi senza rinunciare al senso della patria e il perseguimento di un'unione politica di tipo federale.

"I mercati e la moneta da soli non bastano", ha affermato Delrio. "Serve ritrovare un'anima politica e democratica". Il senatore ha inoltre messo in guardia dal rischio che il ritorno dei nazionalismi renda l'Europa "emarginata e ininfluente nello scacchiere mondiale", ribadendo invece la necessità di una comunità di destino fondata sulla cooperazione e sulla partecipazione della cittadinanza attiva.

Il prof. Paolo Naso sul tema “L’Europa post-diritti? Resilienza, crisi e nuove vulnerabilità”.
il direttore di Coscienza e Libertà, Davide Romano

Radici culturali e spirituali

La relazione introduttiva del convegno è stata affidata al prof. Paolo Naso, scienziato della politica, professore alla Sapienza Università di Roma, sul tema “L'Europa post-diritti? Resilienza, crisi e nuove vulnerabilità”. Nel suo articolato intervento, Naso ha sviluppato una riflessione sulle radici culturali, religiose e politiche del progetto europeo, dichiarando di aderire "con assoluta convinzione alla necessità di ritrovare il sogno europeista".

Lo studioso si è soffermato sull'eredità cattolica dei padri fondatori, accanto ai quali va evidenziata una significativa tradizione protestante e federalista che già durante la Seconda guerra mondiale immaginava un'Europa unita. Ha richiamato il contributo dei teologi protestanti e l'idea una comunità fondata sull'idea di patto, concetto fondante della tradizione calvinista.

Ripercorrendo l'evoluzione del dibattito europeo, il relatore ha osservato come quella tensione ideale si sia progressivamente affievolita: "Questo dibattito si degrada e si arriva a oggi, uno dei momenti più bassi", fino a indurre alcuni a pensare che "forse l'Europa ha fatto il suo tempo". Una conclusione che ha però rigettato con decisione, definendola "una tesi da respingere con tutte le nostre forze spirituali, civiche e morali".

Naso ha quindi letto l'attuale fase geopolitica come un passaggio cruciale per il continente. A suo giudizio, i cambiamenti internazionali degli ultimi giorni offrono all'Europa una nuova occasione per ridefinire il proprio ruolo: "Abbiamo l'occasione di ripensare noi stessi", ha affermato, avvertendo che occorre "ridare senso, un'anima all'Europa, oppure la crisi sarà letale". Per il politologo, il continente deve tornare a concentrarsi sui pilastri che ne hanno guidato la costruzione: la pace e la democrazia.

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Le sfide che ci attendono

Guardando al futuro, Naso ha indicato tre grandi sfide sulle quali l'Europa è chiamata a ritrovare se stessa. La prima riguarda la sicurezza, intesa in senso ampio e "olistico", che non si esaurisce nella dimensione militare ma comprende diplomazia, soft power, capacità negoziale, cooperazione internazionale e multilateralismo.

La seconda prova è quella ambientale. In un continente povero di risorse naturali ed energetiche, secondo Naso la tutela dell'ambiente e l'innovazione rappresentano una priorità strategica non più rinviabile. La terza riguarda le migrazioni, terreno sul quale l'Europa appare ancora incerta e divisa. "La risposta è stata schizofrenica", ha osservato, rilevando come l'Unione abbia progressivamente smarrito una posizione apripista. "Non c'è futuro senza pensare a una governance delle migrazioni", ha aggiunto, sottolineando la necessità che l'Europa ritrovi una propria voce e non si limiti a essere un'imitazione del trumpismo.

In conclusione, Naso ha rivolto un appello diretto alle comunità di fede, a cominciare da quelle cristiane, perché partecipino attivamente alla riflessione sul futuro del continente. Il sogno europeista non può essere considerato soltanto una questione istituzionale, ma una responsabilità culturale, etica e valoriale.

Raffaella Di Marzio, direttrice del LIREC – Centro Studi sulla Libertà di Religione, Credo e Coscienza.
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I quattro panel

Il convegno è poi proseguito con dei momenti di riflessione. Il primo, dedicato all’Europa del diritto, ha visto gli interventi di Diletta Tega, dell’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, sui diritti fondamentali in crisi tra corti nazionali ed europee, e di Stefano Ceccanti, della Sapienza Università di Roma, sul rapporto tra istituzioni e confessioni religiose nelle democrazie stabilizzate.

Il secondo panel ha approfondito il tema delle famiglie, delle unioni civili e delle nuove declinazioni del diritto di famiglia. Enrica Martinelli, dell’Università degli Studi di Ferrara, ha riflettuto sulla disciplina delle unioni civili tra diritto vigente e nuovi paradigmi familiari, mentre Alessandro Cupri, dell’Università degli Studi dell’Insubria, ha analizzato le implicazioni dell’adozione internazionale e della capacità genitoriale.

Il terzo panel era sulla tutela della non credenza tra fatti e norme. Adele Orioli, rappresentante dell’UAAR - Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, ha presentato il tema dei nuovi diritti e dei persistenti privilegi che incidono sulla libertà di non credere, mentre Silvia Baldassarre, dell’Università degli Studi di Firenze, ha offerto una panoramica sul riconoscimento di questo diritto in Italia e nel contesto europeo.

L’ultimo panel si è concentrato sulle forme di tutela del pluralismo religioso contemporaneo. Stefania Palmisano, dell’Università di Torino, ha illustrato le buone pratiche nella governance della diversità religiosa in Italia, mentre Raffaella Di Marzio, direttrice del LIREC - Centro Studi sulla Libertà di Religione, Credo e Coscienza, ha evidenziato i rischi rappresentati dall’ideologia contro le sette e dal ritorno del dibattito sul cosiddetto "reato di plagio" per le libertà fondamentali.

Ne è emerso un quadro generoso di spunti, sotto vari profili di analisi, attraversato dalla convinzione condivisa circa il presente e l'avvenire dell’Europa: non dipenderanno soltanto dalla capacità di fronteggiare crisi economiche, conflitti internazionali e trasformazioni sociali, ma dalla volontà di custodire e rilanciare quel presidio di diritti, libertà, culture e valori che ne hanno alimentato il progetto originario.

Per una lettura più ragionata dei temi emersi durante il convegno, gli atti saranno pubblicati sui Quaderni della rivista Coscienza e Libertà.

Rivedi la registrazione qui.

Note
[1] Presente in Italia sin dal 1978, Coscienza e Libertà è una rivista culturale che si occupa di tematizzare e promuovere la libertà religiosa, la libertà di coscienza, i diritti fondamentali della persona e delle minoranze. Gode del riconoscimento di rivista scientifica (sezione 12 “Riviste scientifiche a impronta giuridica”) nella catalogazione ANVUR, l'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca.

In quanto organo di stampa dell’Associazione Internazionale per la difesa della libertà religiosa (AIDLR), Coscienza e libertà è tenacemente convinta che ciascun individuo abbia il diritto di esercitare la propria libertà di culto e di religione in assoluta obbedienza agli statuti della propria coscienza e nel pieno rispetto delle istanze altrui e della pace sociale. 

Veronica Addazio

Veronica Addazio

Caporedattrice web del Messaggero Avventista.